Ieri, il capo del Consiglio Matteo Renzi si trovava nel capoluogo piemontese, dove si è svolta la tanto attesa visita alla sede del quotidiano La Stampa e allo stabilimento l’Oreal di Settimo. L’appuntamento del premier è stato un messaggio significativo d’incoraggiamento per il lavoro a Torino. Continua a leggere
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Febbre da startupper: le migliori in Italia

Anche in Italia si guarda avanti per quanto riguarda il lavoro e lo si fa puntando sulle start up, un concentrato di idee innovative, tecnologia e flessibilità che si materializza in una neo impresa. All’estero spuntano come funghi grazie alle agevolazioni e alla burocrazia snella, in Italia, invece, arrancano di più. Nonostante questo, c’è chi ce l’ha fatta. Ad attestarlo sono i dati ufficiali delle Camere di Commercio di inizio agosto, che segnalano 26 giovani aziende il cui valore della produzione si aggira tra l’uno e i due milioni di euro. Sono sparse un po’ per tutto il paese e concentrate al Nord, spaziano in diversi settori: soluzioni tecnologiche, farmaceutica, servizi, comunicazione e molto altro. Continua a leggere
Lavoro Torino : il colloquio
State cercando lavoro a Torino? Oggi il mercato del lavoro è sempre più competitivo e richiede una preparazione solamente per superare le selezioni ed essere presi in considerazione da un’azienda. Come si suol dire, servirebbe una laurea solo per questo o se non una laurea almeno un corso.
Siete riusciti a passare la prima dura selezione, il vostro curriculum è stato visionato da un’azienda di Torino e siete stati chiamati per un colloquio di lavoro?
Complimenti! Avete superato il primo ostacolo!
Ora dovete preparare bene il colloquio, in modo da fare buona impressione!
Cosa NON dovete assolutamente fare durante un colloquio di lavoro? Ecco un elenco di cose assolutamente da evitare.
Presentarsi in ritardo. Anche le scuse più vere non sono giustificabili. Sciopero dei mezzi, vi hanno tamponato, tua nonna si è sentita male… Non sono delle giustificazioni sufficienti per presentarsi in ritardo al vostro appuntamento di lavoro. Una delle prime caratteristiche che un candidato deve avere è quella del problem solving. Saper prevenire i problemi e se le circostanze lo richiedono saperli affrontare.
Vestirsi inadeguati. E con vestirsi inadeguati si intende sia troppo sportivi, sia troppo eleganti. In ogni caso mai sciatti. Siate ordinati e puliti nel vestiario e tenete presente il luogo in cui state andando per il colloquio di lavoro. Se avete un colloquio in una banca o assicurazione, sarà richiesto un abbigliamento formale, camicia e giacca, se invece, state andando a fare un colloquio in una giovane start-up, forse è meglio orientarsi su qualcosa di più informale, come polo e maglioncino.
Non parlate troppo velocemente. Non parlate troppo ad alta voce. Ma esprimetevi con fermezza e rispondete in modo pertinente alle domande che vi verranno poste senza divagare.
Non gesticolate. Gli italiani hanno l’abitudine a gesticolare molto con le mani mentre parlano. Lo facciamo in continuazione senza quasi accorgercene. Fateci caso mentre state conversando con qualcuno, cosa fanno le vostre mani? È un’usanza del linguaggio colloquiale, che per un colloquio di lavoro sarebbe meglio evitare.
Occhio alle domande che fate. Alla fine del colloquio, probabilmente, vi sarà chiesto se avete qualche domanda. Evitate di chiedere informazioni relative a: orari, stipendio, vacanze. Piuttosto chiedete qualcosa in merito alla posizione per cui state affrontando il colloquio, o all’azienda. Dimostrare interesse viene sempre apprezzato dai capi del personale.
Lavoro Torino: estero o Italia?
Estero o Italia? Dove cercano lavoro i giovani oggi? La crisi ha messo alle strette i nostri ragazzi che spesso si trovano davanti alla scelta semi forzata di dover prendere e lasciare il proprio paese d’origine per andare all’estero a cercare impiego. Le grandi città come Roma, Milano, Torino risentono la crisi del lavoro e se c’è chi lo fa per scelta, per altri invece è più una mancanza di alternativa.
Sembra così strano pensare che Torino, solo fino a qualche decennio fa, richiamava persone da tutta Italia e anche dall’estero grazie a grandi aziende all’avanguardia come Fiat e Olivetti. Fabbriche del genere assumevano a ciclo continuo nuova forza lavoro. Una situazione che si presenta alquanto fantascientifica a chi si trova a vivere il mondo del lavoro oggi.
Così i giovani spesso si trovano davanti alla difficile scelta di dover prendere e lasciare la propria famiglia e i proprio amici per poter costruirsi un futuro altrove.
C’è chi la prende come una sfida personale, perché vuole mettersi alla prova e dimostrare a se stesso che riesce a farcela solamente con le sue forze.
C’è chi decide di fare un’esperienza, per imparare una nuova lingua e conoscere una nuova cultura, ma già prevede di fare ritorno entro un certo periodo di tempo.
C’è chi è disposto a tutto pur di inseguire i suoi sogni.
Insomma, ognuno ha una motivazione diversa per partire e tutti una volta là e trovato lavoro si dicono certamente soddisfatti. Lavorare all’estero è più appagante, si viene valutati in base al merito, gli stipendi sono proporzionali alle responsabilità, l’ambiente di lavoro è stimolante e si impara molto.
Ma quindi, l’Italia non manca proprio per niente? Tra chi si è trasferito, al primo posto della lista “nostalgia” ci sono ovviamente i cari, famiglia, amici, parenti. Seguiti subito dopo, senza riserve, dal cibo, la buona vecchia cucina italiana. Ad alcuni manca la cordialità dei suoi compaesani e il clima solare del Bel Paese, soprattutto alle persone che si sono trasferite più a nord.
Non si sa se questi ragazzi, che ormai vivono fuori da lunghi periodi, sarebbero disposti a tornare. Ma sarebbe bello che gli fosse data almeno la possibilità di poterlo fare.
È giusto che un paese possa offrire ai propri giovani la possibilità di un futuro.


