Auto elettriche: in arrivo in USA la nuova Tesla Model 3, nel 2018 la vedremo anche a Torino?

Forse alcuni di voi hanno sentito parlare di Elon Musk e di Tesla, la casa americana che sta facendo ricerca per produrre auto elettriche e cambiare radicalmente il modo in cui l’essere umano si muove.

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Una delle grandi rivoluzioni in corso è l’introduzione della Tesla Model 3, una vettura che sta per essere lanciata sul mercato americano al prezzo di 35.000 dollari e che promette prestazioni all’avanguardia. Il primo modello lanciato da Tesla si chiamava Model X, ma costava decisamente di più.

Oggi le aspettative per la Tesla modello 3 sono estremamente elevate non solo in America ma anche in Europa, dove Musk ha detto si concentrerà la fase due del lancio.  Il prezzo è assolutamente concorrenziale rispetto ad altre macchine elettriche simili come la BMW Serie 3 o la Mercedes Classe C. Ma secondo le stime degli analisti Tesla deve riuscire a consegnare almeno 2 milioni di unità l’anno per il prossimo decennio.

Tesla Model 3 è un’auto priva del cruscotto tradizionale con contachilometri ed altri segnalatori. Tutto è sostituito da un singolo display multi-touch posto direttamente in linea di vista per il conducente. Un touchscreen da 15 pollici che contiene tutte quelle informazioni di guida e il sistema di intrattenimento in-car. Questa è la vera novità della vettura: il display rimane sempre a portata di mano nella nostra visione periferica senza rappresentare una distrazione.

Sci indoor in centro a Torino: la proposta di due studenti per il Lingotto

Sci indoor in centro a Torino: la proposta di due studenti di un Master di Architettura in Svezia

La provincia di Torino non manca certo di offrire location di prestigio per gli amanti degli sport invernali. Ci sono ad esempio 63 impianti di risalita, per un totale di 613,6 chilometri di piste da sci, suddivise tra

  • Sestriere,
  • Sauze d’Oulx,
  • San Sicario,
  • Claviere,
  • Montgenèvre,
  • Cesana Torinese,
  • La Ruà,
  • Oulx,
  • Pattemouche,
  • Pragelato.

Sci indoor in centro a Torino: la proposta di due studenti per il Lingotto

Per rafforzare l’offerta legata agli sport da neve una coppia di studenti dell’Università svedese diund ha lanciato nei giorni scorsi una nuova proposta, pubblicata sulla rivista Designboom. Costruire una struttura dedicata allo sci al coperto in centro a Torino. Utilizzando la stessa tecnologia di produzione di neve artificiale che si usa sulle piste da sci in montagna. Il progetto, presentato da Veronica Camuncoli e Piotr Pietras, prevede la costruzione di una pista da sci unica, lunga 260 metri con pendenza del 15%, nella zona del Lingotto, la ex-fabbrica di produzione motori Fiat. A fianco della pista, ci sarà una seggiovia per sciatori e snowboarder che vorranno fare un po’ di pratica anche d’estate proprio nel centro di Torino.

L’idea è quella di procedere al recupero e all’adeguamento, costruendo all’esterno un corridoio verde tra le strutture e la ferrovia. In questa zona l’amministrazione comunale ha previsto l’introduzione di un mercato dei fiori e di spazi museali. Così gli studenti hanno incluso nel loro progetto anche ostelli e ristoranti.

La grande novità dello sci indoor nel 2017 riguarda poi la possibilità di avere una pista con superficie interattiva. Grazie a sottili strisce di membrana la struttura è sì nascosta, ma sotto ci sono diversi motori che si occupano di modificare l’illuminazione a LED, gestendo dinamicamente la luce in relazione al movimento degli utenti.

“Oh Vesuvio lavali col fuoco…” Apple che combini?

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“Oh Vesuvio lavali col fuoco…” Apple sotto inchiesta, ma non è un errore del correttore.

In questi giorni stanno spopolando gli screen di molti utenti che scrivendo con il proprio iPhone la parola Vesuvio come suggerimento ricevono il termine Lavali, ma la colpa non è dell’impresa di Cupertino, anzi il merito è tutto nostro. Per essere più precisi è tutta colpa degli italiani che utilizzano iOS.

Ebbene si, il merito di questo bug, se così lo vogliamo chiamare è degli utenti.

Perché il correttore non fa altro che raccogliere informazioni sull’uso comune dei termini più utilizzati nei nostri messaggi o nelle nostre ricerche in rete, per poi proporle come alternative quando stiamo scrivendo un messaggio. Un lavoro di semplificazione dei nostri smartphone che rivela anche gli usi comuni della lingua italiana, segnando così l’ennesima pecca del popolo italiano che si dimostra da solo la pochezza nella propria terminologia.

La raccolta d’informazioni.

La raccolta d’informazioni è più che legale, sono ad esempio i vecchi cookie per i quali diamo il consenso ogni volta che entriamo in un sito, o facciamo una ricerca su Google. Apple ci avvisa di questo ogni volta che ci propone un nuovo aggiornamento, e noi accettiamo andando a confermare i termini e le condizioni d’uso del servizio.

Apple che farà?

Non è ben chiaro come deciderà di agire in questo caso l’azienda, visto che come dicevamo prima non ha nessuna responsabilità. La parola passerà ai programmatori di Apple che forse con il prossimo aggiornamento toglieranno questo suggerimento. Anche se la vera domanda che dovremmo porci è: COSA INTENDIAMO FARE NOI?